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l’Arturità | Tempi Surreali | Ignoro, dunque sono

l’Arturità – 11 Aprile 2017. “Beata ignoranza”. Quante volte lo abbiamo sentito dire? Un po’ per gioco, un po’ per senso di superiorità. Magari qualche volta è scappato anche a noi.

 

Beato chi ha meno cognizione di come stanno realmente le cose, chi conosce meno la complessità del mondo, chi non sta sempre ad informarsi. Soffre meno e vive meglio.

 

A forza di dirlo per scherzo però, l’ignoranza si è rafforzata fino a diventare un valore da perseguire, una qualità da mostrare con fierezza. Comici e politici l’hanno cavalcata fino a trasformarla in arma elettorale.

 

Chi parla di “professoroni”, chi fa liste di proscrizione (ieri come oggi.. sic), chi dice che la cultura è politica e quindi da evitare, chi si vanta di non aver mai fatto politica e per questo è in grado di interpretarla meglio e di governare.

 

Ignoro, dunque sono. E comando.

 

Lo scorso Ottobre, in piena campagna elettorale americana, durante uno dei suoi tanti interventi Obama ha fatto alcune semplici domande: “Chiedereste mai ad una persona che non ha mai studiato medicina di operarvi? Salireste mai su un aereo sapendo che il pilota non ha mai volato? Affidereste mai il governo del vostro paese a chi non sa niente di politica e di governo?

 

In tanti (troppi) hanno risposto di sì ed ora l’ignoranza è lì che siede indisturbata e piena di sé in una stanza dalle pareti ovali.

 

Dall’ignoranza nascono crisi diplomatiche, leggi ingiuste, dimissioni e defezioni, lotte intestine, cambiamenti di strategie improvvisi, accuse ad agenzie di sicurezza, ex presidenti, media. E’ una politica “di panza”, ma senza “sostanza”.

 

La politica dell’ignoranza non ascolta, non s’informa, non dialoga, non si confronta. Bombarda.

 

Chi più del Movimento Arturo rappresenta la vera alternativa all’ignoranza? Un movimento letteralmente nato dall’ascolto (o ascolti), l’informazione, il dialogo, il confronto, la condivisione.

 

Quindi, Arture ed Arturi di tutto il mondo uniamoci, armiamoci, partiamo e partecipiamo alle primarie. E se dovessimo ancora sentire qualcuno dire “beata ignoranza”, noi Arturi risponderemo con un sonoro, leggendario e liberatorio: “Beata un cazzo!

 

l’Arturità

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