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l’Arturità – Ribalta – “Il secondo figlio di Dio”

È incredibile amici Arturi quanto sia difficile parlare di memoria in questo paese.

Abbiamo la scatola nera rotta.

Per fortuna esiste il teatro, dove per una sera tutto è possibile. Far rivivere personaggi e ricordi.

Il vostro Godot è voluto andare di persona su piazza a conoscere l’Arturo ad honorem Simone Cristicchi e a vedere il suo ultimo spettacolo “Il Secondo Figlio di Dio”.

Una storia straordinaria, dimenticata come tante altre, negli armadi della vergogna della nostra memoria.

La storia di un’Italia povera e appena unificata, ancora garibaldina ma già con la camicia rossa lisa dalla miseria, la storia di un uomo, un umile barrocciaio, che nella seconda metà dell’Ottocento sfida il potere temporale e quello spirituale predicando l’uguaglianza degli uomini e nessun tramite fra l’uomo e il divino. E’ la storia di David Lazzaretti, il Cristo dell’Amiata.

L’anello di congiunzione tra San Francesco e Gramsci, tra l’utopia e il socialismo reale.

Un rivoluzionario, che nella sua comunità in cima al monte Labbro aveva dato il voto alle donne, educazione e lavoro, perché “gli ignoranti sono carne fresca per i lupi”.

 

 

Cristicchi racconta in un’ora e trenta tutta la sua vita, cambia pelle in continuazione in un mutare fluido e complicatissimo di voci, canzoni e visioni.

Nuovi mondi che costruisce lui stesso – da solo sul palco – con un enorme carro, che si trasforma sotto le sue mani e le sue parole, e ci appare in mille forme diverse. Una chiesa, una grotta, il trono papale. Perché la storia di quest’uomo, ultimo fra gli ultimi, arriva fino ai potenti della terra.

Il suo epilogo?

Vi chiedo cari Arturi, voi avete mai sentito parlare di David Lazzaretti?

No. Perché è una storia che se non te la raccontano non la sai, non ci credi.

Come tutti i poveri Cristi, come tutti i giusti, come tutti quelli che volevano cambiare il mondo, anche lui è stato dimenticato.

Fino ad oggi.

Ora qualcuno ha avuto il coraggio di metterci la faccia e il cuore.

La passione e la dedizione al racconto delle storie dimenticate.

Dite ‘ma Cristicchi non è un attore‘. Avete ragione, Cristicchi è qualcosa di più.

Un ricercautore.

Un restauratore di storie, un riparatore di memorie rotte, un artigiano del palcoscenico.

Ogni sogno ha una voce precisa, e sta dentro ognuno di noi. Solo i matti, i poeti, i rivoluzionari, non smettono mai di sentirla, quella voce”.

I matti, i poeti, i rivoluzionari, i cantattori… e gli Arturi.

 

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