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l’Arturità | Ribalta – Il Teatro è un gioco che si fa sul serio

Sì, il teatro è un gioco, cari Arturi e Arture. Ma giocando si impara.

L’attore muore sul palcoscenico, si rialza, prende gli applausi e poi va a mangiare in trattoria.

(Quando gli pagano la diaria)

Tutto è finzione.

Le colonne d’Ercole sono fatte con il polistirolo, lo sfondo una tela dipinta, o una videoproiezione, e nelle bottiglie di whiskey c’è tè. Qualcuno doveva pur dirvelo prima o poi.

Dietro lo spettacolo di una sera c’è un lavoro di mesi, a volte di anni, e il vostro Arturo Godot è un po’ preoccupato, perché questo mondo meraviglioso – finto e verissimo al tempo stesso – sta scomparendo.

Scompaiono i tecnici qualificati, scompare il direttore di scena, la sarta, il suggeritore.

Scompare il capocomico, il primo attor giovane, la comparsa.

Scompare il pubblico… inchiodato agli schermi sfavillanti degli smartphones, che non sa più distinguere fra realtà e finzione.

Andate a teatro, Arturi, non fate la fine della vostra classe dirigente, arroccata su ideologie fasulle che coprono solo interessi.

Andate a teatro e spegnete i vostri telefonini.

Le vostre facce che si illuminano nel buio per controllare l’orario, rispondere ai messaggi, fare foto (spesso con il flash) durante uno spettacolo teatrale, si vedono dal palcoscenico.

Per non parlare dell’imbarazzante squillo del telefono lasciato acceso.

E c’è anche chi risponde. Sì. “No, no, non mi disturba affatto, sono solo a teatro a vedere un coglione che parla davanti a mille persone”.

Disattivate le notifiche. Siate per due ore irreperibili.

Aprite la mente. Ascoltate storie. Innamoratevi di Romeo, di Giulietta, o di tutti e due, salvate Mercuzio, accompagnate Tuzenbach al suo duello, entrate negli intrighi di Mackie Messer, viaggiate insieme a Willy Loman e aspettate il vostro Godot.

Che vi prometto arriverà martedì prossimo con una nuova Ribalta tutta da scoprire.

Sipario!

 

Il suggeritore vi segnala gli imperdibili:

“Minetti” regia di R. Andò con Roberto Herlitzka

“Nel nostro piccolo: Gaber, Jannacci, Milano, noi” di e con Ale e Franz

“Donna non rieducabile” di Stefano Massini con Ottavia Piccolo

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