l’Arturità | La Sdraio – Il suo nome è Utopia

l’Arturità – La Sdraio – La rottamazione dei simboli
31 marzo 2017
l’Arturità | La Sdraio – La Pasqua di Arturo
17 aprile 2017

l’Arturità | La Sdraio – Il suo nome è Utopia

l’Arturità – 8 Aprile 2017| Ci siamo, si vota per le primarie. E, dopo le istruzioni dei candidati (crescete moltiplicatevi e fatevi seggio, ma restate Arturi), da uno dei tanti Arturo – che ce ne sono per qualsiasi cosa vi venga in mente, dalla galassia alla Calabria alla primavera – è venuta l’indicazione più chiara: usate matite colorate.

 

Perché sì, davanti a questo mondo che va in pezzi – e Gazebo ce lo racconta al suo solito modo, chirurgico eppure pieno di pietas – noi siamo quelli “delle matite colorate, dei lumini, delle veglie e dei pianoforti”, come ha provato a dire, per spregio e dileggio, uno dei sostenitori di muscoli missili e ruspe (cioè le cose che stanno rovinando il pianeta).

 

La differenza però – e questa appare nitida e luminosa come un disegno di Makkox mentre Zoro spiega qualcosa, che sia un esodo biblico attraverso il fiume o il movimento da tigre d’una notizia nella giungla dei social – è esattamente tutta qui: noi delle matite colorate e dei pianoforti e dei disegnetti (che è il ministero di Makkox, il Ministero per la Pace) non sganceremmo mai un missile e non costruiremmo mai un muro.

 

Non indosseremmo mai una maglietta con Putin o Trump (o tutti e due, e oggi non vorremmo essere davanti a quel guardaroba, a scegliere). Non fabbricheremmo un nemico finto – i meridionali, gli immigrati, gli stranieri, gli abitanti di un altro paese, un’altra nazione, un altro pianeta – per camuffare i nemici veri. Non diremmo mai che un bombardamento è necessario e bellamente proporzionato.
Sì, sappiamo come si chiama tutto ciò. E’ una cosa che è stata cancellata, espunta, vaporizzata via dal discorso politico ovunque, tranne che qui. Si chiama Utopia.
E’ quella che ci somministrano, a gocce colorate, Makkox quando disegna qualcosa, Zoro e Salerno quando raccontano qualcosa. E’ quella, la linea. E forse la medicina per il mondo malato.
Gocce di utopia, giustizia poetica, bellezza da somministrare ogni giorno, fino a guarigione. Chissà.

 

l’Arturità

Comments are closed.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi