l’Arturità | CinemArturo – Privato ma non troppo

l’Arturità | CinemArturo – Il ricordo che verrà
26 aprile 2017

l’Arturità | CinemArturo – Privato ma non troppo

l’Arturità | 14 Aprile 2017. Privato ma non troppo

Rivisto a 13 anni di distanza, Private di Saverio Costanzo è immutato, sincero come la prima volta, figlio della stessa urgenza. Noi di CinemArturo lo abbiamo recuperato sulla scorta di un ricordo che si è dimostrato efficace nell’agganciarsi a tutti i conflitti, all’ultima guerra, eterna penultima di una serie che non si conclude. Che nonostante gli annunci, i proclami, le fini analisi geopolitiche ed economiche, alla fine, va sempre a incidere sulle vite dei civili.

 

Saverio Costanzo mette in un set calabrese due cast, uno palestinese e uno israeliano. Un padre palestinese con famiglia è asserragliato nella propria casa, divenuta momentanea base di soldati israeliani perché in posizione strategica nei territori occupati. In lotta anche con i familiari per tener fede al principio di appartenenza e di dignità che lo collega a filo doppio ad un fazzoletto di terreno, Mohammad non vuole consegnare la proprietà ai soldati e accetta di sottostare alle loro regole di divisione degli spazi e controllo dei movimenti.

 

Private è la storia di tanti sguardi: quello dei palestinesi, quello degli israeliani, e in mezzo quello di un regista che con questo esordio nel 2004 vince il festival di Locarno. Dove ti metti, tu, spettatore, a guardare le immagini che ti scorrono davanti, ovunque siano? Per essere sicuro di rimanere neutrale ma non per questo insensibile alla sofferenza?

 

Il cinema nasce sguardo: non è quello che viene mostrato, ma come. Nello sguardo risiede la prospettiva, la scelta, anche dell’Arturiano in quanto spettatore: non si tratta solo della ricerca delle informazioni, delle notizie, quelle vere, quelle giuste. Il punto è: da quale parte guardo il mondo? Amiamo Gazebo perché guarda in tutte le direzioni e poi sceglie in quale angolo fermarsi per vedere davvero. Lo ha fatto con il terremoto, con gli immigrati, a Lampedusa quando solo puntando su uno scoglio è riuscito a smascherare i gesti ipoteticamente strategici di Salvini. E il cinema ha tanto a che fare con questo: è sguardo, prospettiva, messaggio gestito da un punto di vista. Il cinema è la decisione di uno sguardo.

 

Quello di un Salvini che guarda l’acqua di un porto e dice ‘qui ci verrò a pescare’ senza vedere le ombre dei morti che hanno attraversato le stesse onde può essere solo uno sguardo miope.
Puntiamo sullo sguardo perché è l’arma più potente dell’informazione sincera e di chi la intercetta nel mare di informazione preconfezionata di plastica. Così, oggi vi consigliamo Private, possibilmente in dvd per recuperare anche lo splendido backstage, praticamente un reportage della singolare situazione che si è venuta a creare sul set. Italiani, palestinesi, israeliani, bambini, adulti, in una casa neutrale irreale come l’isola che non c’è. Eppure umana, troppo umana.

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