l’Arturità | ArtuRock | Prince – Ronnie, talk to Russia

l’Arturità – Arturock – T. REX – The motivator
29 marzo 2017

l’Arturità | ArtuRock | Prince – Ronnie, talk to Russia

l’Arturità – 10 Aprile 2017. Era il 1981, e con questo brano Prince si rivolgeva all’allora Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan. Tempi di guerra fredda, tutt’altro che finita.

 

Ma con chi dovrebbe parlare Donnie, stavolta? Sì, basta cambiare una lettera: e ripiombiamo nel 2017, non che ne avessimo tutta questa voglia. In questi giorni terribili non abbiamo avuto il tempo di pensarci con lucidità, perché certe immagini ci stritolano le orecchie, la musica quasi scompare sotto una coltre di news dell’ultima ora, di immagini che dobbiamo tappare, oscurare, per soccorrere magari i nostri figli e studenti, perché non sono pronti a guardarle – ma noi lo siamo? Lo si può mai essere? Lo si deve giocoforza diventare?

 

Sono tempi sempre più americano-centrici, ma siamo costretti a rimpiangere le battute squallide della campagna elettorale, tra sfottò ai disabili e donne afferrate per parti del corpo confuse con le maniglie antipanico; perché dai, chi non ha mai avuto un amico imbecille a cui non hanno insegnato le basi della convivenza civile? Che poi abbia i nuclear codes e il titolo di Commander-in-Chief, quello è colpa degli statunitensi, noi che c’entriamo, non l’abbiamo mica votato.

 

E invece questa settimana niente panzane, niente figuracce, niente materiale da Blob, insomma. Persino niente applausi dei populisti europei, cambiano gli status su Facebook, si ridisegnano gli endorsement e si cita di nuovo, sui social, la parte della Costituzione contro la guerra. Niente più entertainment e niente più “circo mediatico”, solo sangue. Con giornalisti, politologi, cittadini spaventati che corrono da una fazione all’altra per capirci qualcosa. “Stavamo andando così alla grande, non vorrete bisticciare proprio ora!” brontola qualcuno sudando strizzato in una felpa. Un threesome andato a male, tipo yogurt scaduto, ma che ti esplode dentro il frigorifero.

 

Donald Trump con qualcuno ci parla di sicuro. Forse non troppo con Steve Bannon, che pure è il suo consulente strategico per eccellenza. Tre giorni fa il fascista americano (definizione calzante, dato il suo passato lavoro per la testata Breitbart news, altro cibo andato a male, da buttare una volta per tutte) è stato rimosso dal suo secondo ruolo come membro del NSC, Consiglio per la Sicurezza Nazionale. In copertina mediatica la Casa Bianca dice che non è un licenziamento, che Bannon ha portato a termine quel che voleva in consiglio (cioè tener d’occhio il generale Michael Flynn, quello dello scandalo sulla Russia, che però ora si è dimesso, e che ha sbattuto inutilmente i piedi chiedendo l’immunità prima di parlare con gli inquirenti).

 

Ma altri dicono che la pressione per scaricare il barile Bannon l’ha fatta, plot twist, Jared Kushner: il genero di Trump, il marito della perfetta Ivanka. Uno che pareva l’eunuco della famiglia – perché per Donnie nessuno è all’altezza della figlia, lei che è anche la supplente di Melania come first lady. Invece Jared è consigliere “senior” del presidente, incontra il primo ministro iracheno a Baghdad, organizza le trasferte del presidente cinese nella tenuta di Mar-a-lago, mentre nello Studio Ovale gli viene chiesto di riformare la giustizia criminale, camminare sui carboni ardenti, fare praticamente il salto carpiato all’indietro mentre guida in tutto questo persino l’ufficio governativo per l’Innovazione Americana. Forse c’è una guerra, nella West Wing? Tra i nazionalisti di Bannon e l’ala più moderata, che il delfino (o i delfini) di Trump portano avanti nella loro sorridente coreografia acquatica.
Che è un po’ come immaginarsi sulle spalle del presidente, a mo’ di cartone animato, delle sue miniature, tra cui però non scorre buon sangue. Ma non è il gatto Silvestro, e quindi non possiamo affermare che ci sono un angelo e un diavolo a sfidarsi per ottenere la sua attenzione. Né che ne vada solo della vita di un unico uccellino (peraltro anche piuttosto irritante).

l’Arturità

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