l’Arturità | ArtLab – Vaccinarie

    l’Arturità | ArtLab – Vaccinarie

    Nasce oggi all’interno de l’Arturità lo spazio dedicato ad ArtLab, il laboratorio di idee per il Movimento Arturo.

    ArtLab si propone attraverso un percorso culturale e di promozione della bellezza della natura, dell’arte e dell’uomo, di risvegliare le coscienze ormai assuefatte. Un incubatore di ideali trasversali quali: rispetto, libertà, uguaglianza, solidarietà e condivisione.

    Il Laboratorio studierà e analizzerà tematiche complesse per cercare di migliorare la realtà e ridare dignità all’essere umano. Tutto questo seguendo la regola fondamentale del Movimento “restare Arturi”.

     

    l’Arturità| ArtLab – Vaccinarie

    L’editoriale pubblicato il 2 maggio dal NYT con il titolo “Populismo, Politica e Morbillo” ha scatenato la violenta reazione di Beppe Grillo con un post che, sposando la tesi di Donald Trump sul giornalismo di opposizione, già dal titolo chiarisce il suo punto di vista:

    “Un vaccino obbligatorio contro le cazzate dei giornali”.

    Parte subito citando il periodo che secondo lui è una “cazzata”: “In Italia il movimento Cinque Stelle (M5S) guidato da Beppe Grillo ha portato avanti una campagna attiva su una piattaforma anti vaccini ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni e autismo.”

    Nella traduzione virgolettata Grillo tralascia l’aggettivo di Populista attribuito al Movimento: In Italy the populist Five Star Movement (M5S) led by the comedian Beppe Grillo has campaigned actively on an anti-vaccination platform, likewise repeating the false ties between vaccinations and autism.

    Non sappiamo se l’omissione sia dovuta ad un refuso o ad un rifiuto di essere assimilato a Matteo Salvini che orgogliosamente e senza vergogna si definisce populista. Per sciogliere il dubbio attendiamo il prossimo post.

    Volendo impartire una lezione di giornalismo, accusa il NYT di aver fatto quell’affermazione senza “neppure un link, un riferimento, una dichiarazione” però lui stesso, paladino dei cittadini informati, dimentica di inserire il link diretto alla pagina on line del NYT.

    Tralascia inoltre di rispondere alla parte dove viene attribuito a lui ed ai suoi adepti di aver alzato un tale polverone [lett. fog/nebbia] sulla questione vaccini che le informazioni ufficiali e del mondo scientifico non sono riuscite a diradare.

    La rete e la stampa hanno subito dimostrato che la balla è la sua, documentando con estratti di spettacoli, proposte di legge, nazionali e regionali, e dichiarazioni dei portavoce che è stato lui il primo a mettere in dubbio l’efficacia e l’utilità dei vaccini, adombrando attività lobbistiche delle case farmaceutiche verso le pubbliche istituzione deputate alla protezione della salute pubblica.

    Questa vicenda però mette a nudo il problema irrisolto del movimento, ovvero, chi decide la linea politica?

    Sono davvero i cittadini, informatisi e confrontatisi sul blog e sulla piattaforma Rousseau, ad elaborare le proposte, votate dagli iscritti, e prese in carico dai loro “portavoce” che si fanno carico di rappresentarle?

    I fatti di Genova, Padova e le ondivaghe prese di posizione di Grillo sulla permanenza nell’area euro, sui migranti ed ora sui vaccini sembrerebbero avallare l’opinione di quanti sottolineano che il movimento ha una gestione rigidamente verticistica, anche a rischio di costringere i portavoce, esposti al pubblico ludibrio, a ridicoli dietro front.

    A riguardo si legga il post della portavoce Paola Taverna, fino a ieri paladina della libera scelta delle famiglie sulla questione vaccini, costretta a intervenire sul blog con il titolo: “Il calo delle vaccinazioni è un fallimento del governo Renzi” e argomentato, come immaginabile, utilizzando i ben conosciuti schemi di disinformazione di massa, tanto utili per alzare polveroni.

    Abbiamo fiducia che, a differenza della favola dei fratelli Grimm, gli adepti del movimento si sveglino dalla fascinazione della democrazia diretta suonata dal Pifferaio di Sant’Ilario prima che lo stesso li conduca ad affogare nel fiume della dittatura.

     

     

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